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Vi sono bambini che crescono con una distorta visione della natura, perchè non la conoscono.

Alcuni di loro identificano l’unico verde con quello di un campo di calcio, dell’insalata o tuttalpiù con quello del parco cittadino: spoco di smog, di sozzure e spesso con la presenza di puttane e di drogati, anche di giorno. Altri credono che i polli nascono nudi nelle macellerie o nei supermercati. E quando ne vedono uno pennuto, scappano impauriti per andare a rifiugiarsi sotto la gonna di mamma o fra i pantaloni di papà.
Cari genitori e insegnanti, tali fantasizzazioni derivano dalle intolleranti dottrine Disneyane degli animalisti e allontanano dalla natura. Fate imparare e recitare la bella canzone di Francesco Guccini “Il vecchio e il bambino”, affinchè ” i loro occhi guardino cose mai viste”.

Portateli in campagna o in un bosco: a prateggiare, a sporcarsi scarpe e mani di terra, a rincorrere farfalle e lucertole, a scoprire piante, fiori e colori, a raccogliere asparagi o funghi, ad ascoltare la voce del vento, il fruscio delle foglie, il canto e lo svolazzare degli uccelli.
Ove possibile fate loro sentire il ruscellamento delle acque di un torrente e affinchè osservino – quando è tempo – il sinuoso incedere dei girini. E perchè no: anche i vermetti, che nuotano nella merda della vacca.
E infine abituateli a fare “amicizia” con quello che c’è di bello nella Natura, senza mai deturparlo. Acciocchè questo essere “bello” un giorno – non lontano – non sia anche da loro raccontato come una favola: c’era una volta la natura.

Occasioni per lezioni di storia, botanica, zoologia e di tanto altro. E per fare di un bambino un uomo che conosca, ami e rispetti la natura.
E se ha passione, impulso e voglia, a diventare, perchè nò, un cacciatore naturalista-conservazionista.

L’Autore

 

 

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